Liudmila Kolcheva / Vita Vinea Kisi 2014 / Wine Room Batumi

Come promesso, inizio una serie dei post dedicati alla Georgia, un piccolo paese nel Caucaso situato sul Mar Nero al confine tra Europa e Asia. Il mare, la montagna, numerosi fiumi, i sorgenti ricchi di minerali, il suolo fertile ed il clima mite in sinergia creano un terroir perfetto per la viticoltura del paese. Infatti, secondo alcuni studiosi la Giorgia è la patria del vino, la storia della viticoltura di questo paese ha gli origini antichissimi databili circa a 6000 a.C.. Oggi, con il passare dei secoli e millenni il vino viene prodotto sempre con metodi antichi, vinificando nelle anfore di terracotta chiamati “kvevri” i cui volumi variano tra 100 e 400 litri. I kvevri vengono sotterrati per mantenere la temperatura costante, trattate con la cera d’api e riempite con un mosto. Dopo la fermentazione i recipienti si sigillano con argilla e si lasciano riposare fino alla primavera successiva alla vendemmia. Il contatto prolungato con le bucce, vinaccioli e spesso anche con i raspi che dura fino a 6 mesi, dona al vino un colore particolare, specialmente nel caso dei vini bianchi che diventano arancioni, profumi intensi e gusto molto particolare. Questi vini risultano meno acidi ma più ricchi di polifenoli, antiossidanti e minerali. I kvevri vengono usati sia per la vinificazione sia per l’affinamento del prodotto e sono un orgoglio vero e proprio della Georgia, pensate che nel 2013 l’Unesco ha inserito i kvevri nella lista dei patrimoni culturali dell’umanità. Tutto questo e molto altro ancora mi ha raccontato, Liudmila proprietaria di una piccola enoteca a Batumi, dove io mi sono recata per degustare e capire meglio le caratteristiche dei vini prodotti nei kvevri.

  • Who: Mi chiamo Liudmila Kolcheva, sono di Odessa (Ucraina), 4 anni fa mi sono trasferita a Batumi per lavoro che all’inizio non era in nessun modo collegato con il vino. Poi però il destino mi ha portato ad entrare nel business della ristorazione, con una piccola squadra di persone abbiamo gestito un complesso che contiene 3 alberghi e 4 ristoranti. Ho imparato tantissime cose, ho iniziato di interessarmi di enogastronomia e soprattutto ho incontrato il mio marito con cui abbiamo lanciato un piccolo business, un negozio di vini.
  • What’s your wine of the week: vorrei presentarvi il nostro bestseller: Vita Vinea Kisi 2014, prodotto da una piccola azienda a gestione famigliare, che lavora in questo settore da 4 generazioni. Kisi è un vitigno a bacca bianca autoctono della Georgia che da vini complessi e molto particolari. Come tutti gli altri vini che vendiamo questo Kisi viene vinificato e maturato in kvevri. E’ un vino molto femminile, ha un bel colore ambra, profumo di albicocche secche e mandorle, ha una bella struttura ed equlilibrio. Il mio favorito!
  • Where: Wine Room, un negozio aperto da pochi mesi e situato nel centro storico della città di Batumi. Abbiamo voluto  creare qualcosa di diverso e molto particolare. Siamo fieri della nostra collezione dei vini unici, provenienti solo da piccoli produttori, prodotti in piccole quantità e solo esclusivamente con il metodo “kvevri”. La maggior parte dei vini esposti si può assaggiare al bicchiere, capire quale piace di più, acquistare quello che corrisponde al proprio stato d’anima, preferenze e gusti.

English summary. Georgia is a small caucasian country located at the crossroads of Europe and Asia. The Blak sea and the mountains, numerous rivers and minerals springs, a fertile soil and a mild climate all together make a pefect terroir for the winemaking. Not without purpose scientists consider Georgia a cradle of  wine, georgian winemaking dates back 8000 years. Nowadays wine is still produced with the anciend kvevri method. Qvevri are egg-shaped clay vessels used for wine fermentation, aging and storage, they are lined with beeswax and buried under the ground where the temperatures stays even throughout the year. The process of wine making in qvevris involves grapes pressing and then pouring the juice, grape skins, stalks and pips into the qvevri, which is then sealed. The juice is then left to ferment into wine for at least three weeks to six months before being decanted and bottled. The qvevri wine-making method is used for both red and white (orange) wine making and is a cultural treasure of Georgia, in 2013 it was included in UNESCOs list celebrating the world’s Intangible Cultural Heritage. Qvevri wine is unique for its rich chemical composition, its distinctive bouquet and taste. I have had a great opportunity to experience these characteristics myself during the winetasting at Wine Room, a newly opened wine shop in Batumi, Georgia. The concept of the shop is to sell unique qvevri wines from small producers from all over Georgia. Almost all of the wines from the range are available by the glass. Me and Liudmila Kolcheva the owner of the shop have tried Vita Vinea Kisi  2014 which is made from autochthonous georgean white grape Kisi and has beautiful amber colour, full body and dried apricot, almond and sweet spice aromas. Such an elegant and feminine wine!

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wineterview goes to Georgia

Sto scrivendo questo post da una splendida casa di miei amici in Giorgia, un paese magnifico che secondo me assomiglia molto l’Italia, prima di tutto perchè si trova sulla stessa latitudine e poi c’è la cordialità della gente, la bellezza della natura,  la morbidezza del clima e la fertilità del suolo che fanno invidia. Non è difficile dedurre che anche il cibo ed il vino sono le parti fondamentali della cultura del paese. Giorgia è la patria assoluta del vino nel mondo, la coltivazione della vite e la produzione del vino risalgono a circa 7 mila anni fa! Nelle prossime 3 settimane parleremo degli metodi antichi di produzione del vino, dei vitigni autoctoni e naturalmente della gente che tramanda la tradizione e l’amore per questo nettare divino.

This post has been written while i was in Georgia, a small charming country with rich traditions, cultural heritage and beautiful nature. It has the same latitude of Central Italy, the climate is mild, the sun is gentle, the soil is fertile, the hospitality of locals is boundless! Then, there is one more fact we can’t miss, Georgia is considered to be the birthplace of winemaking: tools, clay amphoras and grape pits founded on the territory of Georgia date back more than 7000 years! For the next 3 weeks I will post about antique winemaking methods, autochthonous grapes and people who pass down traditions and love for the drink of the Gods.

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