Lado Shatirishvili / Adjarian Wine House Porto Franco /Adjarian Wine House

Georgia, una nazione dove produrre il vino è una pratica  diffusa su gran parte del territorio. La regione più importante è la Khakheti. Grazie al clima e soprattutto al sole, i vini locali sono intensi, complessi e forti di gradazione. Vitigni più diffusi sono rosso Saperavi e bianco Rkatsiteli. Le zone vitivinicole più importanti in tutto 14 fra i quali Teliani, Tsinandali, Mukuzani, Kindzmarauli, sono dei posti bellissimi, pieni di storia, raccontata da siti archeologici e antichi monasteri. Purtroppo avevo solo un giorno per esplorare questa bellissima terra, poi ho proseguito per Adjaria, la regione nell’ovest del Paese, con la capitale Batumi, una meta turistica balneare. Adjaria è molto particolare dal punto di vista climatico, Mar Nero da una parte e le montagne dall’altra creano un microclima subtropicale, difficile per la viticoltura ma la gente locale non ha paure delle sfide. La tradizione vitivinicola è in Adjaria molto antica, i vitigni coltivati sono quasi 40 (in tutto il paese conta più di 500 tipi dei vitigni). Oggi siamo ospiti di Adjarian Wine House, costruito sulle rovine di una vecchia cantina del XVIII secolo. La nuova cantina ha aperto le sue porte nel 2010, è molto moderna, con il concetto molto europeizzato, che però non nuoce e non distrae dai costumi e dalla tradizione locale.

  • Who: Lado Shatirishvili, alcuni anni fa ho lasciato il mondo delle banche e delle finanze ed insieme ad un gruppo di amici ci siamo buttati nella viticoltura. In realtà, noi georgiani, il vino lo abbiamo nel sangue, per me era inevitabile un giorno trasformare una passione nella professione. Il nostro scopo era dare supporto alla tradizione vitivinicola della regione Adjaria, riprendere la coltivazione e valorizzare il vitigno autoctono chkhaveri. Così è nata la cantina Adjarian Wine House.
  • What’s your wine of the week: Adjarian Wine House Porto Franco, un vino rosato prodotto da un vitigno autoctono chkhaveri. Un vino esclusivo, prodotto solo in 3000 bottiglie, ognuna è numerata e destinata solo al mercato locale. E’ un vino estivo, molto fruttato con sentori di fragola e scorza di arancia, al gusto è molto piacevole, intenso e lungo al palato. Si sposa bene con frutta e verdura, pesce e carne bianca. Questo vino è prodotto con metodo europeo, cioè la vinificazione avviene nell’inox e non in kvevri.
  • Where: Adjarian Wine House, la nostra idea era di creare intorno alla cantina un piccolo villaggio, una meta per gli amanti del vino, una zona relax circondata dai vigneti, colline e boschi.  Dove c’è un buon vino c’è anche una buona cucina perciò il ristorante ci doveva essere per forza. I nostri clienti sono i turisti ma anche la gente locale che vuole immergersi nella natura, conoscere la tradizione vitivinicola, assaggiare i vini locali e la cucina regionale adjara. Produciamo 25000 bottiglie all’anno di vino dalle uve chkhaveri, tsolikauri e saperavi.

English summary. The most important wine region in Georgia is Khakheti with its intense, well structured wines mostly from Saperavi and Rkatsiteli grapes. I’ve only had an opportunity to see a little part of this immensely beautiful region but I’ll be back some day to study it more in depth. Apart from Khakheti, wine is made in almost all Georgia’s regions, each of them different, for example Adjaria, located in the country’s southwestern corner, with Batumi as a capital which is Georgia’s second biggest city as well. The region’s subtropical climate make winemaking complicated but local people are not afraid of difficulties. And indeed, hard work is the key to success. Adjarian Wine House Porto Franco makes a rosè from a rare autochthonous chkhaveri grape and has a unique, fruity, fresh and intense taste with a long finish. Lado Shatirishvili, one of the founders of Adjarian Wine House suggests this wine for a summer dinner outside with friends. The only one problem is that the quantity of this wine is limited and can be bought by the producer and only few other places. So I invite you to come to Georgia and visit the Adjarian Wine House, a village that includes a winery, restaurant, relaxing area, wine shop and vineyards. Kind of european style agriturismo but full of national pride and traditions. 

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Bernardo Bianchi / Colle Bereto Il Tocco 1988 / Az. Agr. Colle Bereto

Sempre a Radda in Chianti, durante il weekend di Radda nel Bicchiere, ho partecipato alla degustazione delle vecchie annate del Tocco, un vino storico dell’azienda Colle Bereto. In una sala bellissima, sotto i lumi di candela io e altri colleghi sommelier, giornalisti e blogger abbiamo assaggiato la verticale dal 1983 al 1990. Non lo nascondo, è stata la mia prima esperienza nel degustare il vino così tanto invecchiato. Ho finalmente avuto la possibilità di vedere cosa succede dentro la bottiglia con il passare del tempo. Il primo vino proposto aveva la mia età, berlo, dopo 33 anni è stata una grandissima emozione!

  • Who: Mi chiamo Bernardo Bianchi e sono responsabile dell’azienda Collebereto di Radda in Chianti. Seguendo l’esempio di mio nonno, già a 11 anni decisi di diventare un agronomo, amo seguire la vigna e accompagnare l’uva nella sua crescita per poi vedere la sua trasformazione in cantina. Sono nato e cresciuto in Chianti, il vino l’ho sempre vissuto come una consuetudine, ho avuto la possibilità di appassionarmi al mondo del vino e restare nel territorio dove sono cresciuto e che amo profondamente.
  • Wine of the week: Abbiamo assaggiato la verticale del nostro Tocco e Colle Bereto Il Tocco 1988 è uno dei vini che mi ha appassionato di più per la sua eleganza e longevità. Proviene da un vigneto interessante, solo grandi appezzamenti e suoli così complessi (galestro) possano dare dei vini così longevi. Ha dei profumi gradevolissimi di cioccolata, caffè, speziatura interessante ma non invadente. Mi è piaciuto per la dolcezza del suo tannino, la freschezza ed un equilibrio sempre importante. All’epoca il Tocco era Sangiovese in purezza, poi, negli anni 90 il vigneto fu reimpiantato a merlot che anche oggi continua a dare dei vini eleganti, rotondi e longevi.
  • Where: Azienda Collebereto della famiglia Pinsauti. Quando sono arrivato 16 anni fa, c’era da ristrutturare l’azienda e con Franca e Lorenzo Pinsauti passo dopo passo, l’abbiamo portata a come è oggi. Il valore aggiunto è la posizione in cui si trovano i nostri vigneti (in tutto 60 ettari), intorno al borgo abbiamo quest’anfiteatro di vigneti che guardano a sud. L’uva più lontana si porta da 800 metri di distanza per arrivare in cantina nella maniera perfetta. Lavoriamo da tanti anni in modo più naturale possibile e produciamo Chianti Classico, Chianti Classico Riserva, Chiani Classico Gran Selezione, il Cenno e il Tocco che provengono da due singoli vigneti impiantati rispettivamente a pinot nero e merlot, un bianco da chardonnay e pinot bianco e uno spumante metodo classico da pinot nero. In tutto circa 80 mila bottiglie. I nostri clienti principali sono ristorazione e cliente privato. Lavoriamo un po’ in tutto il mondo ma Firenze e Siena sono due zone privilegiate, come sono i nostri locali a Radda in Chianti, Firenze e Tokyo.

English summary. Today I’d love to share with you some pictures and thoughts from one of the most exciting wine tastings I’ve ever partecipated to. It was a month ago, I was invited to the Colle Bereto winery from Radda in Chianti for the vertical old vintage wine tasting. We have tried some vintages from 1983 to 1990, it was my first experience, I couldn’t ever imagine what happens with the wine after being cooped up in the bootle for so many years! Bernardo Bianchi is a manager of the Colle Bereto, in his opinion Colle Bereto Il Tocco 1988 was on of the best samples, still alive, with complex chocolate and coffe flavors and sweet tannins. Back in time Il Tocco was made from 100 % Sangiovese grapes, after 1990 the vineyard was replanted to Merlot and nowadays the wine from this single vineyard has the same elegance, balance and aging potential. 

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Luca e Giulitta Zamperini / Poggio Grande Sesterzo / Az. Agr. Poggio Grande

DOC Orcia è una denominazione rispettivamente giovane e piccola soprattutto se paragonata con i suoi confinanti, Brunello di Montalcino e Nobile di Montepulciano. Difficile competere con vicini così potenti, ma la concorrenza salutare non ha mai fatto male a nessuno ed i produttori di Val d’Orcia lo sanno bene e sanno trarne un vantaggio. Per capirlo basta parteciare all’ Orcia Wine Festival che ogni primavera attira tantissimi appassionati promuovendo la denominazione con numerose iniziative, degustazioni, visite in azienda e cene a tema. Quest’anno anch’io ho colto l’occasione partecipando a questo evento per scoprire i vini della bellissima zona del Val d’Orcia. Iscrivendomi al wine tour, ho visitato due cantine, tra cui Poggio Grande, dove ho conosciuto Luca e Giulitta Zamperini.

  • Who: Sono Luca Zamperinini, la nostra famiglia gestisce l’azienda agricola da cinque generazioni, è un lavoro che richiede tanto impegno e sacrificio. Ho fatto di tutto per scappare da quell’ambiente ed occuparmi di altro e ci sono voluti ben 23 anni per  ritrovare quei valori che, se da giovane non apprezzavo, oggi non ne posso fare a meno. Sentivo proprio la mancanza delle mia terra e sono tornato anche per la passione del vino. Ho iniziato questa avventura per gioco che presto è diventato un lavoro vero e proprio. Credetemi, non c’è niente di più bello per un produttore, alla fine di tutti i lavori svolti in vigna ed in cantina, mettersi davanti ad un bicchiere ed a occhi chiusi sentire le emozioni che regala il tuo vino. E’ un prodotto vivo, va seguito e accompagnato in tutte le fasi della sua evoluzione, e per questo, fortunatamente c’è il prezioso aiuto di mia figlia Giulitta, il futuro dell’azienda.
  • What’s your wine of the week: Poggio Grande Sesterzo Orcia Rosso DOC è il nostro vino di punta, un sangiovese in purezza. Per produrlo viene raccolta l’uva migliore dai vigneti con l’esposizione più favorevole. Affinato 24 mesi nei botti di rovere francese, con profumi tipici del sangiovese e tannini precisi che lasciano una piacevole morbidezza al palato. Al di là delle caratteristiche tecniche, il vino ci da comunicazione, confronto con gli altri e deve essere capace di farci emozionare e sognare, Sesterzo è un vino creato con questo scopo.
  • Where: Siamo nell’Azienda Agricola Poggio Grande in Castiglione d’Orcia, uno dei cinque comuni che compongono la Val d’Orcia, patrimonio dell’ Unesco dal 2004. Ci troviamo a 480 m.slm., tutti crinali della collina sono impiantati a vigna, che io uso chiamare “l’arlecchino,” perchè a secondo della tipologia del terreno sono state piantate diversi varietà di vitigni: syrah, cabernet sauvignon, merlot e alcuni vitigni bianchi francesi (ultimi due sono destinate a produrre Tagete, un bianco incredibile per il territorio), ma protagonista indiscusso di questa terra era e rimarra sempre il sangiovese che qui si sviluppa in maniera spettacolare, grazie al terreno minerale  vulcanico del Monte Amiata ed al micro clima incredibile.

English summary. Val d’Orcia is the world’s most beautiful countryside and the UNESCO World Heritage site since 2004. The territory is famous for the landscapes, the thermal springs and the food (remember Pienza cheese?), while its wine industry is still underestimated. Lying between two wine colossus Montalcino e Montepulciano, Orcia DOC needs to find the way to stand out, which is is difficult but not impossible. Thanks to the Orcia Wine Festival every spring huge amount of wine lovers come to Val d’Orcia to try new wines and partecipate in tastings, wine tours, themed dinners and other events. I was lucky to get the last ticket for the wine tour and have visited two local wineries. One of them: Poggio Grande, this is where I met Luca Zamperini and his daughter Giulitta, both very passionate and enthusiasic about their jobs. The wine, in their opinion, is a drink that make us dream and I can assure you, with their Poggio Grande Sesterzo Orcia DOC  (100 % sangiovese, smooth tannins, structure and elegance), dreams become bigger and sweeter. 

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